L'idea geniale di passare dalla penna nell'inchiostro all' inchiostro nella penna

Il Tramonto del Calamaio e la Nascita della Stilografica

A tale scopo, furono pertanto utilizzati gusci, conchiglie,  corna di animali e tazze metalliche fino a che si arrivarono a creare  eleganti flaconi e bottiglie di vetro che ne accrebbero la propaganda e la diffusione, complici i nomi suggestivi affibiati agli inchiostri in essi contenuti come: il nero magico, l'antracene giapponese, nero intenso da cancelleria, il modernissimo, l'universale, l'indamino verde ecc., uniti ad invitanti aggettivi  quali: scorrevolissimo, di un bellissimo nero inalterabile, assolutamente eccellente, qualità perfettissima ecc.

Il trionfo dei calamai continuò con la diffusione dei calamai da viaggio ( alcuni dei quali con chiusura stagna di sicurezza che permetteva il trasporto dell'inchiostro contenuto senza alcuna perdita), piccoli astucci e addirittura scrittoi portatili di cuoio e metallo che si attaccavano alla cintura e che, oltre al cornetto dell'inchiostro, erano completi di penne, pennini, raschietti, sigilli, ceralacca e carta.

Nel XIX secolo, si pensò che fosse più sensato mettere l'inchiostro nella penna piuttosto che la penna nell'inchiostro e fu da questa ovvia  conclusione che nacque l'idea della stilografica, nata negli Stati Uniti e portata dal fronte dai nostri soldati alla fine della prima guerra mondiale.

Al Cav. Armando Simoni, esperto nel campo della meccanica di precisione, si presentò l'occasione e  la necessità  di riparare le prime stilografiche effettuando un servizio di riparazione fino alla completa ricostruzione di alcuni particolari difficilmente reperibili e, in seguito al successo di questa nuova attività, il cav. Simoni riuscì a registrare il suo marchio nel giugno del 1925 con un nome semplice da pronunciare e da ricordare e che ha fatto il giro del mondo: OMAS ossia  Officine Meccaniche Armando Simoni.

Da piccolo laboratorio, la OMAS si traformò presto in un'Azienda all'avanguardia, vincente non solo per le conoscenze tecniche e la forte genialità del Cav. Simoni , ma  anche per la creazione di originali macchinari ed attrezzature per la zigrinatura e la faccettatura delle penne, per il taglio, la sagomatura e la smerigliatura dei pennini.

Dal 1925 fino allo scoppio della  seconda guerra mondiale, l'intuito di Simoni si rivelò provvidenziale nel fare grandi scorte di ebanite e celluloide, materiali indispensabili per la produzione delle penne, il che consentì alla sua azienda un'ampia autonomia di produzione con una conseguente affermazione su diversi mercati.

Il genio di Armando Simoni si concretizzò infine  anche in una serie di prodotti unici nel loro genere ed oggi molto ricercati dai collezionisti oltre che in una sbalorditiva serie di brevetti che hanno segnato per sempre la storia della stilografica, attualmente dotata di una fortissima carica simbolica quale  'oggetto'  rappresentativo del successo .