Dai Maestosi Caratteri della Capitalis Romana al Corsivo della Cancelleresca Romana

Breve Storia della Scrittura parte 1

Nelle società più antiche, la conoscenza della scrittura era molto più di un privilegio, era una funzione sociale legata alla religione e all'arte di governare. Si reputa che gli uomini scrivessero già alcuni secoli prima del 3.000 a.C. in quanto sono giunte fino a noi tavole di creta scritte dai Sumeri della Mesopotamia intorno a quell'epoca in forma pittorica (ovvero il primo stadio della scrittura), in cui i disegni si susseguono formando una narrazione o una catena di idee.


La civiltà esiste solo se lascia una traccia di sé tramite sculture, monumenti, dipinti e soprattutto tramite messaggi scritti che tramandino o trasmettano la storia, la filosofia, la tecnica, la letteratura. Ed è proprio in questo momento storico che la calligrafia comincia a nascere e a svilupparsi come forma d'arte a se stante e lo studio delle lettere  assume uno spessore fino ad allora sconosciuto.

Vediamone di seguito i caratteri fondamentali nel periodo storico compreso tra il 500 ed il 1500:

Capitalis romana

I Romani avevano una grande cura nel disegnare e scolpire le lettere delle scritte ufficiali, tanto è vero che, ancora oggi, le lettere di tipo romano sono alcune tra le più belle, leggibili ed equilibrate. La Capitale quadrata romana (Capitalis quadrata) o Capitale elegante (Capitalis elegans), è una scrittura maiuscola che veniva utilizzata per testi solenni, attualmente   oggetto di studio e di riferimento per  calligrafi e disegnatori di caratteri di tutto il mondo, vista la perfezione formale e l'estrema eleganza geometrica delle lettere.

Ancora oggi si usano quei caratteri, seppure ritoccati o re-interpretati, come ad esempio il  Garamond, font (disegno del carattere)il cui nome trae origine dal suo inventore.  Durante i secoli nacquero altri caratteri, tra cui ad esempio il Palatino, il Baskerville, l'Elzeviro ed altri ancora che assomigliano più o meno al carattere romano, fino ai caratteri di questo secolo, alcuni dei quali, come il Times New Roman che, studiato con grande cura nel 1931, a distanza di settant'anni dal suo disegno, è un carattere tra i più usati per la sua eleganza e praticità.

Per effettuare le iscrizioni romane, venivano tracciati prima dei quadrati con le relative diagonali in modo tale che si sapesse dove iniziava e finiva la scritta, e poi  si passava a disegnare le lettere (che  avevano una forma quadrata e seguivano spesso le diagonali) prima con un pennello e poi con lo scalpello che seguiva il dipinto. Le lettere apparivano quindi equilibrate, eleganti, leggere e forti allo stesso tempo in quanto frutto dell'incontro tra la leggerezza e l'eleganza del pennello e la forza e la solennità della scultura.

Nell'operazione di incisione vera e propria, le lettere venivano scolpite con le aste che terminavano in un'espansione che al giorno d' oggi , in gergo tipografico, vengono chiamate 'grazie' e che, pur essendo nate per ragioni tecniche, rendevano le lettere visibili anche da lontano in quanto queste espansioni indicavano bene dove terminavano le aste.  Le 'grazie' sono un'enfasi sulla fine di ciascuna asta o arco che disegna la lettera molto usate anche al giorno d'oggi: le stesse lettere previste dai browser settati di default sono infatti dotate di queste 'grazie'.  In questo periodo, oltre al modello aulico della capitalis, vennero utilizzati anche altri due tipi di  scrittura: la 'Corsiva Romana' e la 'Capitale Rustica': la prima veniva utilizzata per la trascrizione di documenti correnti sia amministrativi che commerciali in quanto era una scrittura molto veloce con legature tra le lettere, mentre la seconda, elegantissima variante della capitale imperiale, veniva utilizzata per iscrizioni lapidarie sui monumenti di minor prestigio e per iscrizioni su insegne.

Onciale

Dalla scrittura capitale romana, nata per essere tracciata su pietra e quindi con maiuscole basate su quadrati e con molte aste rettilinee, nacque, probabilmente in Africa poco prima dell'Epoca Cristiana , un carattere detto  "onciale" (dal latino uncia - oncia forse perché alto un'oncia), semplice e rapido da tracciare anche con penna d'oca , atto ad essere scritto su  papiro o pergamena, di chiara lettura , tutto alto uguale, con lettere tondeggianti, ben proporzionate, leggere, relativamente vicine alla nostra scrittura corsiva, ed il cui font richiama in qualche modo, ancora oggi,  testi liturgici o religiosi . Tra il tardo Impero e l'inizio del Medioevo i cristiani favorirono la diffusione di questo font, alternativo e contrapposto ai font ufficiali di Roma,  che ha contribuito notevolmente alla formazione del carattere carolingio che influenzerà la scrittura fino ai giorni nostri.


La Babele della scrittura

Con l'arrivo dei  barbari si assiste ad una specie di nascita incontrollata di dialetti di calligrafia a seconda del monastero o della località in cui si scriveva, il che creò confusione ed incapacità di comunicare fra i vari centri di cultura.

Carolingia

Dopo la caduta dell'Impero Romano, il primo regno a riemergere dalle rovine fu quello dell' Imperatore Carlo Magno il quale, avendo  problemi personali di scrittura, diede i natali, intorno alla metà del VIII secolo, ad un nuovo carattere che da lui prese il nome di   'Carolingio'. L'impresa di unificazione della scrittura, di trascrizione , codificazione e sintesi nel mondo della calligrafia, fu affidata da Carlo Magno ad Alcuino da York, un monaco suo collaboratore, alla cui sensibilità e competenza la cultura contemporanea deve molto. La scrittura  ' Minuscola Carolina', chiara, semplice ed elegante, si diffuse in tutta Europa fino alla comparsa dei caratteri da stampa introdotti nel Rinascimento, ed è per questo che può essere definita la prima scrittura veramente europea.
Al di fuori dell'influenza dei Franchi prosperarono comunque altre scritture nazionali come la scrittura 'Beneventana', che fu una di quelle che sopravvissero più a lungo alle scritture romane o come la scrittura ' Insulare', che si sviluppò in Inghilterra ed era di origine irlandese.

Gotica

Nei paesi nordici si diffuse un particolare tipo di scrittura che perse la tipica inscrivibilità delle lettere nel quadrato, tipica sia dello stile romano che di quello carolingio, per assumere una caratteristica decisamente verticale, con forma spigolosa, serrata e compatta tale da renderne difficile la lettura; questo stile molto duro che però allo stesso tempo era arricchito di eleganti svolazzi, fu denominato "Gotico" sicuramente anche per osmosi e derivazione dalle forme architettoniche ad archi rampanti con cui erano erette le cattedrali che si andavano costruendo in Europa nord-occidentale. Nel nord Europa ebbe successo e diffusione una compattazione rigorosa e tetra, molto verticale e fittamente tessuta, denominata spesso textura quadra  mentre, in ambiente latino ed italico, il gotico assunse forme più dolci, aggraziate, tondeggianti e nettamente più consone alla sensibilità artistica italiana. 
La scrittura gotica così ravvicinata e spigolosa nacque con lo scopo  di contenere gli scritti in uno spazio più ridotto poiché la cartapecora su cui si vergava allora  era costosissima e pertanto, stringere le lettere, significava risparmiare una considerevole quantità di preziosissimo supporto.

Umanistica

Poiché gli umanisti italiani non  tolleravano le angolosità e i cupi tratti del Gotico, andarono a ricercare i caratteri della scrittura Carolingia e li imitarono, dando vita, o forse 'rivitalizzando' una scrittura dai caratteri raffinati ed armonici che noi definiamo usualmente Umanistica e che loro nominarono 'littera antiqua' in contrapposizione al Gotico che chiamavano  'littera moderna'.

Cancelleresca Romana

Con il passare del tempo ed il mutare del gusto, i caratteri si evolvono  ulteriormente ed in Italia nasce il 'Corsivo' ossia la scrittura inclinata verso destra, che conferisce un senso di grande eleganza ma anche di confidenzialità allontanandosi pertanto dalla solennità del maiuscolo romano. Questo tipo di scrittura,ai suoi albori di forma rozza e rudimentale e perfezionata con il passare del tempo ad opera degli amanuensi e dalla quale ebbero origine quasi tutte le scritture ora conosciute, venne denominata 'Cancelleresca Romana' in quanto fu adottata dalla Cancelleria Papale e dagli Uffici dei Tribunali quale calligrafia ufficiale per scrivere ed inviare lettere ai vari vescovi e regnanti, tanto che gli anglosassoni ancor oggi chiamano il corsivo 'Italic' perché lo vedevano sulle lettere provenienti dall'Italia.